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Gli insegnanti di religione? No problem, quasi tutti son di ruolo

Riforma della scuola: ci sono i tagli, no non ci sono, nessuno di ruolo andrà a casa. Come se un precario – magari da 20 anni – non confermato non fosse un posto di lavoro in meno, come se non contasse. Cazzo, eri precario, se capisci il significato della parola capisci anche che avresti dovuto mettere in conto di perdere il lavoro, no?

C’è però chi precario non è, perché è stato assunto a tempo indeterminato, sono i 15.000 insegnanti (ex-precari) di religione. E’ questo il vero scandalo, cioè ci fa piacere che ci sia chi è stato fortunato, ma qui si tratta di avere “sprecarizzato” SOLO gli insegnanti di religione che è: 1) materia facoltativa e 2) ha insegnanti scelti dalla curia. E anche i pochi rimasti precari, ogni 2 anni (caso unico, e disparità verso gli insegnanti delle altre materie, se non sbaglio qualcuno ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale) hanno un aumento di stipendio, di fatto creando una condizione di disuguaglianza.

In un’Italia che è ormai sempre più il “Paese alla rovescia”, i vari Brunetta della situazione non fanno altro che parlare di fannulloni e di PRIVILEGIATI, e quando invece c’è VERAMENTE qualcuno che è PRIVILEGIATO, zitti e mosca. Sempre più schifato…

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Brava Gelmini, ma è un mezzo autogol

Tralasciando i disastri che la ministra Gelmini sta causando alla scuola pubblica, come il suo predecessore Moratti, con lo scopo di favorire la scuola privata confessionale e “da recupero” degli asinelli, per una volta voglio elogiarla. Qualche giorno fa l’hanno contestata e la solerte polizia (anche qui velo pietoso su questi Servitori dello stato, che spesso diventano semplicemente servi) hanno identificato i contestatori. Bene, il giorno dopo la ministra Gelmini ha dichiarato che la polizia non deve intervenire perché, dice, “Ho sufficienti argomentazioni per rispondere a chi mi contesta”. D’accordo su tutto, sia che la polizia non deve intervenire, sia che un politico se ha argomenti validi non teme contestazioni. Però qualcuno dica alla ministra Gelmini che c’è un famoso precedente di un politico importante che fece identificare e denunciare qualcuno che lo contestava, chiedendogli di farsi processare. In effetti, di argomenti quel politico ne aveva – e ne ha – decisamente pochi. Qualcuno lo dica alla Gelmini perché il politico è il suo capo (e padrone), Silvio Berlusconi.

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