Il governo di facciata

Ieri è stato presentato in pompa magna il disegno della Carfagna contro la prostituzione in strada. Multe e galera per tutti, prostitute e clienti. Ma quel che importa al Ministro delle Pari Opportunità, così come all’esecutivo nella propria attività di governo, come al solito non è la risoluzione dei problemi, ma mettere la spazzatura sotto il tappeto.

Non interessa che ci siano persone sfruttate, costrette a  prostituirsi, tra l’altro la stragrande maggioranza straniere, che non votano e possono essere tranquillamente rispedite al mittente, da dove probabilmente ritorneranno. C’è la punizione del cliente in modo ben più grave di quanto siano puniti i veri delinquenti, «Più galera per tutti» come ha titolato il “Riformista”. Il problema della prostituzione non si risolve, si toglie dagli occhi dei cittadini, salvo poi magari ripresentarglielo in tono maggiore sotto forma di prostituzione sul pianerottolo di casa. L’unica, e sottolineo unica, soluzione al problema è legalizzare la prostituzione, effettuare controlli sanitari, far pagare le tasse, punire pesantemente il racket.

Un provvedimento come quello della Carfagna (tra l’altro un ministro che in passato ha costruito una carriera sulla mercificazione del proprio corpo – e mi riferisco ai calendari, non a come è diventata ministro) non risolve il problema in senso globale, e nemmeno in senso parziale. Non c’è che dire, a questo ormai siamo abituati. È successo con Napoli e con l’Alitalia (ancora ieri il Buffone cercava di spacciare la palla per cui Prodi la stesse svendendo ai francesi, cercando ancora di tirare in ballo ridicoli sentimenti nazionalistici), è successo per la sicurezza in modo lampante: non siamo in una situazione drammatica, non c’è emergenza criminalità, ma si è cercato di farlo credere agli italiani, specialmente per quanto riguarda la microcriminalità. E anche qui s’è buttata tanta polvere sotto i tappeti. Tremila soldati, non si capisce bene a fare cosa, mentre il resto della sicurezza (quella sul lavoro, ambientale, contro le bancarotte) viene completamente ignorata. Anzi, la situazione peggiora.

Da un lato infatti sono anni che il centrodestra (aiutato dal centrosinistra) attenua le pene per i cosiddetti reati dei colletti bianchi. In futuro, con la riforma della giustizia che significa separazione delle carriere e assoggettamento del PM all’esecutivo, saranno perseguiti ancora meno, specie se viene abolità l’obbligatorietà dell’azione penale. Se poi qualcosa dovesse sfuggire alla maglia stretta della giustizia al contrario, se cioè qualche reato finanziario dovesse essere perseguito, ci pensa il divieto di pubblicazione degli atti non coperti da segreto a impedire che l’italiano medio sappia. Resta la sicurezza sul lavoro, e qui il governo di destra riesce a superarsi, non solo non interviene ma interviene in senso criminogeno. È notizia recente che il ministro Sacconi voglia bloccare i controlli da parte degli ispettori del lavoro per la vendemmia in Veneto, Lombardia e Friuli. Chi scrive viene da una zona vitivinicola e conosce la situazione: molti extracomunitari e locali, in nero e senza alcuna sicurezza con un sommerso che arriva al 40%, e allora perché nessun controllo? Il governo di facciata è anche governo delle lobby, e quella dei coltivatori del nord evidentemente sono da proteggere. Si sono lamentati di ispezioni considerate “persecutorie”, ed ecco che il governo amico risponde. L’altro giorno invece i poliziotti in modo zelante hanno preso i dati di chi contestava la somarella lombardo-calabra Gelmini, e nessuno s’è lamentato. Questione di punti di vista…

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3 commenti

Archiviato in Italia, Politica interna

3 risposte a “Il governo di facciata

  1. C’è da dire una cosa…e mi dispiace dirlo, ma è così.

    IO VOGLIO UN BERLUSCONI DI SINISTRA!!!
    (non comunista, bada bene…)

    Mi spiace, ma è così….a sinistra sono tutti ridicoli, parlano parlano parlano e non fanno. Berlusconi straparla tanto, però fa cose..sbagliate, ma fa qualcosa.

    Odio l’immobilismo della sinistra, la sua vena autodistruttiva ed iperdialogica. perchè la sinistra ama farsi le seghe mentali?

  2. gabrielik69

    non ti posso dare ragione ma nemmeno torto… mi spiego. Berlusconi non fa, comunica, dà idea di fare. L’Espresso questa settimana parla di “La sicurezza zero: gli slogan del governo e l’impunità dilagante. Metà degli stranieri condannati liberi dopo tre giorni. Uno studio choc: pagheremo tre miliardi per l’indulto | La giustizia è andata in ferie: tribunali chiusi fino a metà settembre. Nonostante le promesse del ministro Alfano. Mentre aumentano le cause in sospeso. E si allunga la durata dei processi …”

    Detto questo, bisogna comunicare meglio, su questo non ci piove. Bersani ha fatto qualche cosa di decente e nessuno lo sapeva (es. il forfettone)

    Ecco, tutto il contrario. E ora la parte in cui ti dò ragione: la sinistra dovrebbe fare opposizione come la fa Berlusconi quando c’è la sinistra al governo. Lui attacca come un pitbull, questi sono lì a chiedersi se sia il caso di abbandonare l’anti-berlusconismo: ma che cazzo dicono? Ma secondo loro nei suoi discorsi Obama si preoccupa di non essere anti-Bush? O Zapatero di essere anti-PPE? ma come si fa?

  3. mauro

    Voglio un governo Comunista non di centro sinistra, per equità, giustizia, uguaglianza e civiltà.
    Contro chi confonde il diritto alla libertà con il diritto di vivere senza regole da rispettare.

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