All’Unità conviene cambiare rotta?

Premetto che non compro i quotidiani (anche se li leggo tramite la rete), ma di sicuro mi interesso della disastrata condizione dell’informazione in Italia. Da ieri, Concita De Gregorio è il nuovo direttore dell’Unità, e a livello professionale non ci sarebbe davvero niente da dire: come giornalista è brava, ho letto molti suoi articoli su Repubblica, come direttore ha tutte le carte in regola per essere brava.

Ma c’è un ma… l’Unità è da tempo al centro di un tentativo prima DS e poi PD di “dettare la linea”. Sulla decisione di affidare la direzione a De Gregorio pesa infatti come un macigno l’intervista al Corriere di Veltroni, il quale a maggio dichiarò che gli sarebbe piaciuto vedere all’Unità un direttore donna. “Quando il caso dice la combinazione” diceva Frassica a “Quelli della notte”, a quei tempi il direttore era una persona di sesso maschile e, immancabilmente, dopo tre mesi ecco il direttore donna. Altro giallo l’intervista di De Gregorio in luglio a “Prima Comunicazione” che annunciava il suo nuovo incarico e che qualche turbolenza nel Cdr dell’Unità aveva procurato, perché era arrivata come un fulmine a ciel sereno e niente era stato detto da parte del neo proprietario Soru*.

Ieri Travaglio ne ha parlato, avrebbe potuto stare a guardare ma ha voluto sottolineare la propria riconoscenza a due persone: Furio Colombo che l’ha portato all’Unità e Antonio Padellaro che ne ha fatto una delle firme di punta. E’ stato proprio Travaglio a sottolineare le modalità dell’assunzione di Concita De Gregorio, nonostante anche lui ne riconosca le capacità e professionalità. Detto questo, la domanda è una sola: conviene all’Unità diventare organico al PD (lo stesso nuovo direttore lo esclude: “Non ho tessere, sono una giornalista, e così via”)? Un fatto del genere farebbe scappare Travaglio e gli altri collaboratori di punta, per la gioia dei vari Veltroni, Caldarola e di tutti quelli che il giornalista torinese chiama “I peggioristi”. Le copie vendute ora sono 47.000, quanti lo comprano per “Ora d’aria” e l’hanno comprato per “Bananas” e “Uliwood Party”? Quanti leggono l’Unità perché apprezzano Oliviero Beha (un altro che non scende a grossi compromessi e se ne andrebbe pur di non subire diktat)? Conviene veramente all’Unità cambiare rotta? E quanto durerà? Che succederà la prima volta che Travaglio scriverà qualcosa di sgradito alla dirigenza del Partito Democratico (sigh!)? Non credo si debba aspettare più di tanto considerato che Travaglio dà sempre fastidio, la palla passa a Concita, alla quale auguro buon lavoro.

*Soru, come tutti sanno, è Presidente della Regione Sardegna per il PD, non è che c’è un “piccolo” conflitto d’interesse se è anche editore dell’Unità? E Travaglio, che ha sempre giustamente criticato il “grosso” conflitto d’interesse, cosa pensa del fatto di scrivere su un giornale di un editore-politico?

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1 Commento

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Una risposta a “All’Unità conviene cambiare rotta?

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