Le due facce di Aprilia

Aprilia è un paesone della campagna pontina, zona di paludi bonificate e – oggi – di grande immigrazione. Una crescita di popolazione incredibile, dai 6000 abitanti del 1950 attuali 66.000. Qui le case costano meno che a Roma, il mare non è lontano, c’è lavoro (spesso nero) in campagna e nell’edilizia. La zona pontina è anche un’area su cui la camorra campana si sta velocemente propagando. Tutto questo lungo preambolo perché Aprilia è stata recentemente teatro di due fatti di cronaca, ma solo uno di essi ha avuto gli onori dei TG nazionali. Il perché è presto detto: è strumentalizzabile politicamente e riguarda dei romeni.

Si tratta, ovviamente, della rapina alla tabaccheria finita in tragedia con la morte di uno dei rapinatori. E’ molto difficile commentare senza cadere in opposti estremismi, ovviamente la reazione da vittime a fatti di crimine subiti può essere dettata dalla situazione particolare e spesso contrastare con quello che dice la legge. Di una cosa sono certo: una vita umana vale più delle tre stecche di sigarette trovate nel sacco vicino al ladro morto, ma allo stesso tempo sono certo che Davide Mariani, il tabaccaio che ha sparato, ha vissuto un dramma, un trauma enorme: era la terza rapina dell’anno, e aveva subito minacce verbali da parte dei ladri, anche durante la rapina stessa. Quel che non va proprio sono le strumentalizzazioni politiche. L’ingegner Castelli, che è stato ministro della giustizia ma crede ancora che il “pregiudicato” è colui che perde una causa civile, nonché fautore della legge del 2006 che ha ampliato la legittima difesa, ha già deciso: i magistrati sbagliano ad avere iscritto il tabaccaio nel registro degli indagati per omicidio volontario. Sulla stessa onda il giudizio di La Russa. Poco importa se c’è la possibilità che abbia sparato alle spalle verso un uomo in fuga, e poco importa se l’iscrizione al registro non è una condanna. Minima fiducia nella magistratura quando fa comodo, ovviamente. Mariani, rilasciato perché non c’erano gli estremi della custodia cautelare in carcere, ha incassato anche la solidarietà del PD e il sindaco ha già iniziato una colletta. Per la famiglia del morto? No, per il tabaccaio. A mio giudizio, se bande di rapinatori imperversano, il problema non lo deve risolvere il singolo cittadino-contribuente, ma i fatti che quotidianamente accadono ci fanno capire che le misure di facciata del governo non servono a nulla. Difficile pensare che tra i 3000 soldati messi sulle strade d’Italia (la maggior parte a sorvegliare luoghi sensibili) ce ne potesse stare qualcuno a sorveglliare la tabaccheria del Mariani, e nella finanziaria ci sono solo tagli per le forze di polizia. Ma temo che di risposte concrete dalla politica ne arriveranno ben poche.

Passiamo al secondo fatto di cronaca. A differenza di Mariani, nessuna solidarietà incasseranno invece quei 30 cittadini di Aprilia che si sono visti ridurre l’acqua in questo caldo agosto. Insieme ad altri 7000 protestano perché – senza delibera comunale – la gestione dell’acqua è stata data a una società mista pubblico-privato, la Acqualatina. Questo tipo di società miste significano solo una cosa: il pubblico serve per vincere gli appalti, il privato per fare soldi. Risultato: tariffe di un bene indispensabile come l’acqua aumentate del 300%, e la popolazione che ha attuato una singolare protesta: continua a pagare al comune, e non ad Acqualatina, la tariffa che pagava prima che la S.p.a. entrasse in gioco. Nessuna colletta da parte del sindaco, anzi: il comune autorizza che dei tecnici di Aqualatina, scortati da Vigilantes e Carabinieri, possano trivellare i marciapiedi (sono suolo comunale) e apporre delle rondelle ai tubi per ridurre l’acqua dei “protestatari”: un vero attodi forza. Nessuna solidarietà da parte del PD, che pure ne avrebbe tutte le ragioni, essendo all’opposizione, ma non si sa mai: meglio tacere, magari vincere le elezioni sul malcontento della popolazione e mantenere queste tariffe così alte. Ovviamente – ma questo era chiaro fin dall’inizio – nessuna notizia nei vari TG. Solo Il Manifesto ne parla. Forse se ne sarebbe parlato se qualche cittadino “rapinato” dell’acqua avesse reagito come il tabaccaio. Ma in quel caso siamo certi che avrebbero stigmatizzato il gesto del cittadino, del resto c’è chi può rubare e chi no. Notare come Acqualatina (di cui il presidente della Provincia di Latina di Forza Italia è stato membro del cda) nel suo codice etico scriva: “Ascoltare le esigenze del Cliente con la finalità di risolvere i suoi problemi”. Già avrei qualcosa da ridire sulla dicitura Cliente (l’acqua non può essere un bene commerciale, inoltre di solito uno sceglie di diventare cliente di qualcun’altro e non ne è obbligato), ma colgo la sottile ironia per cui l’ascolto delle esigenze si riduca, in pratica, al “passare alle cattive” se osa contestare. Ma non si dice(va) una volta che il cliente ha sempre ragione?

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2 commenti

Archiviato in Cronaca Lazio, Italia, Uncategorized

2 risposte a “Le due facce di Aprilia

  1. paolo papillo

    OTTIMO COMMENTO

  2. APRILIA EST

    FUORI I ROMENI DA APRILIA..!

    EPRILIA EST

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